Pensieri randagi al bancone, (r)umori e sapori, luci e ombre dell'anima. Se anche tu sei una persona poco raccomandabile, chiacchiera con me, ti offriro' un bicchiere di rosso, tu mi offrirai il prossimo, e diventeremo amici
Il primo bagno della stagione generalmente sancisce il mio armistizio con il caldone che arriverà...
Generalmente io e il mare ci guardiamo con reciproco rispetto io dal mio balcone o dalla finestra, e lui da lontano, a volte arriccia il naso creando qualche spruzzo sulla tavola d'acqua.
Devo dire che non manco mai di andare a rendergli omaggio nelle stagioni piu' fresche, correndo in spiaggia o passeggiandovi quando la calca non riempie gli spazi...
Ma quando comincia ad arrivare giugno, le mie visite sono per lo più di cortesia, quel tanto che basta per entrare in acqua, asciugarsi e prendere il minimo indispensabile di abbronzatura per non sembrare un cadavere...
Dopodichè, fuga dalla spiaggia e dai racchettoni e dai Maxibon, fuga dall'inerzia del rimanere sdraiati a prendere il sole (gnafaccio a stare fermo), fuga da turisti russi e tedeschi, fuga dal lungomare che sembra la Strip di Las Vegas, e rifugiamoci in appennino, al fresco, girando per sterrati in moto...
Ma il primo bagno è sempre il primo bagno, ed è comunque l'inizio della stagione...
La mer
Qu'on voit danser le long des golfes clairs
A des reflets d'argent
La mer
Des reflets changeants
Sous la pluie
La mer
Au ciel d'été confond
Ses blancs moutons
Avec les anges si purs
La mer bergère d'azur
Infinie
Voyez
Près des étangs
Ces grands roseaux mouillés
Voyez
Ces oiseaux blancs
Et ces maisons rouillées
La mer
Les a bercés
Le long des golfes clairs
Et d'une chanson d'amour
La mer
A bercé mon coeur pour la vie
"Le sviste sono tutte li', sulla scacchiera, in attesa di essere commesse" - Xavier Tartakover
"E' sempre meglio sacrificare i pezzi degli altri" - Tartakower
"Chi dà scacco senza scopo se ne pente prima o dopo" - Anonimo Italiano
"Le partite piu' difficili da vincere sono quelle vinte" - Emanuel Lasker
"Alcuni cavalli non saltano... zoppicano!" - Tartakover
"Una partita di scacchi si divide in 3 fasi: la prima, quando speri di aver conseguito un vantaggio, la seconda, quando credi di aver conseguito un vantaggio, e la terza, quando sai che perderai !" - Tartakover
"Contro che avversario giochi oggi ?" "Oggi gioco contro i Pezzi Neri" - Akiba Rubinstein
Alla frontiera inglese, la polizia ferma il maestro tedesco Jacques Mieses e controlla passaporto: "Are you Mister Mieses (pronunciato Maises) ?" "No, I am Meister Mieses (pronunciato Miises) " - Aneddoto o leggenda metropolitana
"Stile ? Io NON ho uno stile !" - Anatoly Karpov
"Tal non muove i pezzi con le mani: usa una bacchetta magica !"- Ragozin
"Se gli scacchi sono una scienza, è una scienza alquanto inesatta. Se sono un'arte, sono troppo esatti per esserlo. Se gli scacchi sono uno sport, sono troppo esoterici. Se gli scacchi sono un gioco, sono troppo impegnativi per essere *solo* un gioco. Se gli scacchi sono un'amante, è un'amante molto esigente. Se gli scacchi sono una passione, è una passione soddisfacente. Se gli scacchi sono vita, è una vita triste".
"Dai Sara, facciamo una tanda assieme cosi' facciamo ingelosire Fabrizio eh ?"
Sara ride, a lei piace ballare Tango con Fabrizio, fanno stage e corsi assieme, ed è bravina e appassionata. Ma da quando Fabrizio è diventato bravo e richiestissimo da tutte le ballerine, capita spesso che nelle serate in Milonga se la fili poco...
Cosi' finiamo la tanda, cortina, io e Sara facciamo due chiacchiere prima del prossimo giro, ed ecco Fabrizio che si presenta a marcare il territorio: non le chiede nemmeno di ballare, fa un gesto galante come per dirle "Balli ? io sono qui".
Mi giro verso Fabrizio e ghigno "Ma come, mi freghi la ballerina cosi' ? Sono cose che non si fanno !" Fabrizio sorride un po' imbarazzato, Sara ride, io sorrido mentre mi allontano, missione compiuta, finalmente quei 2 ballano assieme...
Mentre Sara appoggia la testa e parte "Romance de Barrio" le strizzo l'occhio complice prima che lei chiuda gli occhi.
Lo so, sono un bastardo ;-)
"Depot, depot, what am I doing here?
Depot, depot, what am I doing here?
I ain't coming, I ain't going
My confusion is showing" (T.Waits - Depot depot)
L'Ivy Room era la quintessenza della bettola. Non è che non fossi mai stato in posti poco raccomandabili, ma quello racchiudeva tutti, ma proprio tutti i requisiti.
La fauna (uomini e donne) era piuttosto su con l'età, specialmente di giorno, sguardi spenti e scontrosi, quando entravi l'atmosfera non era accogliente, stavi in realtà invadendo il loro rifugio.
Anche l'oste era indifferente anzichenò, almeno fino a quando non gli davi una mancia (la tariffa-mancia che negli altri locali era "standard" non veniva mai rispettata dai clienti abituali, cosi' chi lo faceva veniva "coccolato" dal barista).
Spento e squallido di giorno, la sera si trasformava: gli stessi occhi che di giorno trasudavano emarginazione, inerzia e ostilità verso il mondo "produttivo" si rianimavano e la tribu' dei randagi si ricompattava in un carosello giocoso...
L'Ivy Room era composto da due stanzone allungate, separate per il lungo dal bancone a ferro di cavallo. Quella che dava sull'ingresso era stata riempita da un biliardo, un flipper, uno shuffleboard e un Jukebox.
Io mi ero innamorato fin da subito del jukebox, perchè i dischi presenti erano TUTTI d'epoca, nessuno piu' recente del 1969. Fu da quel jukebox che ascoltai per la prima volta la versione di Hound Dog di Big Mama Thornton, assai meglio di quella di Elvis, o "Is it true" di Floyd Dixon, o perfino "Sleepwalk" di Santo & Johnny..
Alle pareti, quadretti in bianco e nero dei concerti che furono e ritagli di giornale ingialliti...
L'altra sala di giorno ospitava i tavoli, chissà poi perchè, dal momento che erano sempre vuoti, e i pochi avventori erano tutti al banco... Ma la sera si risvegliava, e veniva sgomberata dai tavolini per trasformarla in una minipista da ballo, ai piedi del palco piccolissimo, che ospitava concerti di rock/blues/rockabilly/swing/jazz e chi piu' ne ha piu' ne metta, tutti i MARTEDI', VENERDI' e SABATO SERA.
Una seconda cosa di cui mi ero innamorato era il manichino da donna, che era sistemato sul lato del palco da concerti... Questo manichino veniva vestito in stile vintage, roba da poco, ma ogni sera diverso, in funzione del concerto... Gruppo rock tosto ? Stivali a gamba alta in pelle, e guepiere associata, e immancabile frustino... Gruppo swing ? Abito da sera anni 30... Gruppo rockabilly ? abbigliamento da cheerleader anni 50-60...
La terza cosa di cui mi ero innamorato era la carta da parati nei gabinetti, un "tocco di classe" non da poco ! ;)
La quarta cosa di cui mi ero innamorato erano i Margarita di Sheryl, la 50 enne proprietaria del locale, che mi aveva preso in simpatia dopo un po'... Ecco, se devo dire cosa mi manca di piu' della Bay Area, sono i Margarita di Sheryl e Larry, e la musica dal vivo.
Si' perchè la musica dal vivo era trascinante: gente dai 20 ai 65 anni che si buttava in pista a ballare senza paura di sembrare ridicola per la goffaggine o per via dell'età.
Stuart avrà avuto almeno 70 anni. Alto1.80 circa, secco secco, pelle incartapecorita, sempre in abito elegante grigio, con pantaloni a sigaretta, e una mitica coppoletta. Stuart era un ex bibliotecario, originario di New York, e si sentiva dall'accento ma anche dai modi bruschi e diretti.... le sue baruffe sulla quantità di whisky nel bicchiere con Amy (la madre di Sheryl, piu' o meno stessa età di Stuart, e fondatrice dell'Ivy Room) erano ormai un rito del locale...
Nelle serate di concerto Stuart (che Roberta aveva soprannominato "Mr Coppoletta") non era contento se non invitava a ballare almeno una volta TUTTE le donne del locale. Non ne sfuggiva una (anche perchè il locale era piccolo). Era un ballerino fantastico, specializzato in swing, ma quando, una volta al mese, veniva a suonare la Dixieland band di una radio di Jazz locale (KCSM di San Mateo), lui arrivava con un ghigno e tirava fuori le scarpette da tip-tap e poi via!, tutta la sera in pista a sfoggiare i suoi numeri, inseguito a ruota da Amy "Stuart non rompere le palle ! Fai sempre cosi'! Adesso basta ballare, la gente è venuta per guardare la band, non per guardare te !"
Ma ora basta, inutile descrivere in dettaglio tutti i personaggi incontrati.
E' soltanto che oggi.... "I've got the blues"... oh yeah...
Che tu sia casuale avventore, bohemien vero o presunto, beone incallito o Uomo In Facis, cicala o formica,
Benvenuto nella Bettola Virtuale...
"Dive-bar" è un termine usato per indicare locali sordidi in cui spesso si ritrovano personaggi "poco raccomandabili", perditempo ed etilisti, anime sguaiate e disperate ...
Se diventi un cliente abituale scaverai anche tu, appoggiandoti con il gomito al bancone 1000 e piu' volte, il "buco del bancone", che è come la firma dell'habitué...
Ritornerai a sederti allo stesso posto (anatema a chi te lo frega!) domani e dopodomani, ed appoggerai lo stesso gomito nello stesso punto il mese prossimo e quello dopo ancora... E quell'angolo di bancone - abbastanza grande per ospitare tutti - prenderà il tuo nome...