Pensieri randagi al bancone, (r)umori e sapori, luci e ombre dell'anima. Se anche tu sei una persona poco raccomandabile, chiacchiera con me, ti offriro' un bicchiere di rosso, tu mi offrirai il prossimo, e diventeremo amici
... che poi è come una botta di Blues... esorcizzare un dolore, celebrare una gioia reale, sognarne una irrealizzata, ricordarne o rimpiangerne una passata...
Come per i blues, ognuno ha la "sua" Milonga, la mia è "La Trampera"
Scegliete voi quale versione ascoltare, sono tutte belle...
La versione di Troilo (la mia preferita)
La versione del Trio Patango con Hugo Diaz
La versione del Quinteto Pirincho
La versione del Cuarteto Cedron
Tatà-ta-tàn

TEMPTATION
(di Tom Waits, dall'album "Frank's wild years")
Rusted brandy in a diamond glass
everything is made from dreams
time is made from honey slow and sweet
only the fools know what it means
temptation, temptation, temptation
oh, temptation, temptation
I can't resist
I know that she is made of smoke
but I've lost my wayy
she knows that I am broke
so that I must play
temptation, temptation, temptation
oh, whoa, temptation, temptation
I can't resist
Dutch pink and Italian blue
she is waiting there for you
my will has disappeared
now my confusions oh so clear
temptation, temptation, temptation
whoa, whoa, temptation, temptation
I can't resist
TENTAZIONE
Brandy arrugginito in un bicchiere di diamante
ogni cosa è fatta di sogni
il tempo è fatto di miele lento e dolce
solo gli stolti sanno cosa significa
Tentazione... Tentazione... Tentazione...
Non posso resistere
Lo so che lei è fatta di fumo
ma ormai ho perso la strada
Lei sa che non ho una lira
E quindi devo giocare(suonare)
Tentazione... Tentazione... Tentazione...
Non posso resistere
Rosa olandese e blu italiano
Lei è lì che ti sta aspettando
La mia volontà è scomparsa
La mia confusione è oh ! cosi' chiara
Tentazione... Tentazione... Tentazione...
Non posso resistere
e la notte sentiva l'estate arrivar... Tequila Mariachi e Sangria e la fiesta invitava a bere e ballar...
Sogliano al Rubicone è un paesino sulle colline romagnole, che la gente non lo sa che il Rubicone quello di Cesare non è quello che ora chiamiamo Rubicone, e invece il suo nome odierno è Pisciatello, ma come si fa a dire Alea jacta est sul Pisciatello ?
La piazza centrale del paese è gremita, anche il barbiere è aperto alle 21, che probabilmente di solito la sua bottega è vuota anche alle 17, ma stasera è una festa, stasera ci soino i vecchietti che fanno la fila per fare vedere al mondo intero che si fanno fare barba e capelli in piazza nel giorno di festa.
Facce vecchie e nuove, riconosco gli aficionados, scopro Caposseliani "insospettabili" e i "parvenus" della situazione.
Vinicio sale sul palco alle 22, attaccando con Brucia Troia, con una maschera da Minotauro sul volto e una pelle di montone addosso. Il ritmo è abbastanza trascinante, con Marc Ribot alla chitarra (Marc Ribot è stato per anni il chitarrista di Tom Waits, fra le tante collaborazioni e produzioni in proprio) e quel pazzo di Vincenzo Vasi agli arrangiamenti, sintetizzatori e rumoristica varia (Vincenzo Vasi vanta tantissime collaborazioni, non ultima quella col siciliano Roy Paci con il progetto di "Jazz sperimentale" dei Corleone).
I primi pezzi sono dell'ultimo CD, ovvero Brucia Troia, La banda di Spessotto, e Medusa Cha Cha Cha.
Per quanto gli ultimi 2 in particolare mi piacciano, non riesco (ancora) a farmi rapire dal concerto: le canzoni sono come il vino, hanno bisogno di invecchiare per maturare e arricchirsi. Nel caso specifico, l'uscita del CD è troppo ravvicinata, e quindi l'esecuzione dal vivo è troppo fedele al CD, sembra un jukebox, pigi il pulsante e la canzone si ripete identica...
E non è quello a cui sono abituato, specialmente da Vinicio: certo, le aspettative sono alte, ma mi aspetto ogni volta che ogni pezzo venga rivisitato in maniera diversa.
Ma poi arrivano gli altri brani. Pena dell'alma mette d'accordo tutti, vedo Michele e Viola che accennano i passi di vals sulla ballata da mariachi, e poi arriva il Corvo Torvo abituato alle camelie mentre Billie non la smette di cantar The man I love, e mi corre un brivido sulla schiena, questa strofa mi ricorda qualcuno di cui non ho memoria.
E poi altre canzoni del'ultimo CD, ma l'anima del concerto comincia nel primo bis, dopo la finta chiusura (Il ballo di San Vito), quando l'anima Mariachi si manifesta con il recupero in massa dei pezzi di Camera a Sud : Camminata, Che coss'è l'amor, e Camera a Sud, che Michele mi fa notare ha un ritornello che è la traduzione letterale di Vuelvo al Sur.
E poi Ultimo amore, cosi' bella che fai fatica a descriverla senza sembrare banale...
E poi e poi e poi ... ma perchè cerco di tradurre in parole ciò che è difficile comunicare ?
Il concerto, dopo 3 ore, ci lascia stremati quasi quanto i musicisti, ma inebriatiIl ritorno è un'ottovolante fra i tornanti sopra Savignano.
Naturalmente, "All'incontrè!!!"
E quando nella semifinale contro la Germania, al gol dell' 1-0 di Grosso, hanno inquadrato Prodi, che festeggiava composto, col suo sorriso da mortadella, in tribuna, ho pensato:
"Chissà come si starà rodendo il fegato Silvio adesso, quanto pagherebbe per essere Lui li', sotto i riflettori, a benedire e ricevere acclamazioni nazional-popolari..."
E quando ieri sera Grosso (sempre lui), ha segnato il rigore che ci regalava la Coppa del Mondo, allora si', ho pensato che forse Dio (o Buddha, o Allah, o chi volete voi) esiste davvero... Lo stesso Dio che ci nego' gli europei nel 2000 per un pareggio francese all'ultimo minuto, quando Berlusconi era Presidente del Consiglio...
Dio esiste, perchè ha voluto aspettare che Berlusconi non fosse piu' al governo, prima di regalarci la Coppa del Mondo...

Se becco quello che si è inventato che
"A Bologna l'ombrello non serve tanto se piove ci sono i portici !" ...
Aria fresca, aria post pioggia, ci vado o non ci vado ? Ma si’, eccomi alla milonga all’aperto del giovedi’, in uno degli spazi dell'antico quadriportico del Vicolo Bolognetti.
Spazio suggestivo, peccato che la superficie non sia in piano ma piuttosto inclinata verso il centro del portico, cosicché è facile perdere l’asse nei movimenti in rotazione, e si ha l’impressione che la ronda sia come un piccolo Maelstrohm, che inghiotte i tangueri nell’occhio centrale del vortice…
La pioggia e il vento del pomeriggio hanno allontanato l’umidità ma hanno anche scoraggiato i tangueri. Poca gente, ma la musica è buona, Melenita ha buon gusto, e si capisce dalle cortine, che stasera svariano da Yma Sumac a Billie Holiday a jazz/blues vario.
Mi siedo, vicino al pozzo antico, nell’angolo, e so già che stasera ballero’ poco. Non è la rassegnazione di quando venivo a milongare le prime volte (“Chissà quanto riusciro’ a ballare stasera”), è una scelta: stasera mi godo l’aria, mi godo una birra, e guardo.
Guardo Fernando, che quando balla, gioca. Specialmente quando passa davanti a me, e specialmente se conduce una ballerina avvenente, mi guarda ammiccando, e poi chiude gli occhi, sorridendo o sogghignando, e fa delle smorfie, inarca le sopracciglia e gigioneggia ad oltranza, perché sa che cosi’ gli faccio un po’ di claque… “Eso!” oppure “El guapo!” e via discorrendo…
Guardo Melenita, la musicalizadora, che approfitta della serata semideserta per accettare un invito di una tanda da uno dei tanti ammiratori (e non solo per la musica), ma poi porta una specie di ciabattine, e ad ogni ballo le perde per strada… Lei ride, il cavaliere ride, sorrido pure io anche se non mi vedono.
Guardo Cesira, una delle migliori maestre di tango della zona, che balla con Salvatore. Salvatore avrà una sessantina d’anni, è di animo gentile, ha cultura da vendere, e ha vissuto a lungo in Argentina, poi ha deciso di tornare in Italia e fa lo spazzino. Cesira balla con lui, e chiude gli occhi e sorride, non gli sta facendo un favore in quanto suo allievo, si sta godendo il Tango. E sorrido anche io.
Guardo Daniele e Silvia, che ballano tango nuevo anche le tande in cui in realtà il tango è viejo. Lui sembra un fauno ghignante, pizzo e capelli lunghi, e quando è in pista balla piu’ per gli altri che per lei, infila passi strampalati che
Guardo
Tre tande a distanza, Milonga Traspié, Tango D’Arienzo e Vals. E’ una serata in cui è il ballo a “fare da cortina” alla mia contemplazione, anziché viceversa.
Stasera - anzi, stanotte - va cosi’. E tutto sommato non va poi male.
Blue Mood (1952)
T-Bone
I guess I'll have to go out walking
I feel a blue mood coming on
I don't want to hear nobody talking
Cos I just got to be alone
Every time I hear that music
It takes me back to my old flame
I’ve got my mind on that sighin' baby
You know it’s gonna drive me insane
I’ve got a funny kind of feeling
Like tear drops falling down inside
Yes I have to keep on smiling
So folks will think I'm satisfied
Blue Mood
Mi sa che dovro’ uscire a fare una passeggiata
Sento che un umore malinconico sta arrivando
Non voglio sentire nessuno che parla
Perché ho soltanto bisogno di rimanere da solo
Ogni volta che sento quella musica
Mi riporta indietro alla mia vecchia fiamma
Non riesco a pensare ad altro che a quella ragazza in lacrime
Lo sai che questo mi farà impazzire
Provo una strana sensazione
Come lacrime che cadono dentro di me
Ma devo continuare a sorridere
Cosi’ la gente penserà che sono soddisfatto.