Pensieri randagi al bancone, (r)umori e sapori, luci e ombre dell'anima. Se anche tu sei una persona poco raccomandabile, chiacchiera con me, ti offriro' un bicchiere di rosso, tu mi offrirai il prossimo, e diventeremo amici
Piccolo quiz fra i clienti della Bettola: vediamo chi riconoscete fra le varie citazioni del cartoon... :-)

Quando ero piccolo, suonai la fisarmonica per 5-6 anni, poi lasciai perdere: la scuola, l'adolescenza, i passatempi, eccetera, e per andare avanti ti devi esercitare a lungo.
E poi, diciamola tutta, se sapevi suonare la chitarra (al limite anche piano/tastiera), ti potevi riciclare come strimpellatore da feste (NO BATTISTI NOO !!!!), o nella piccola band di amici; perfino il mio vicino che suonava la batteria era piu' "appetibile" sul mercato musicale, cosa oltremodo importante dal momento che il "target" era rappresentato dall'universo femminile ... ;-)
Poi, troppo tardi, una decina di anni dopo, quando avevo ormai abbandonato, ecco l'ondata dei gruppi pop-rock alternativo (e non) che inserivano in organico la fisarmonica...
Arrivavano da tutte le direzioni: dal rock'n'roll contaminato alla messicana dei Los Lobos, al "combat folk" Celtico-Irlandese dei Pogues, all' "Etnofolk" franco maghrebino delle Negresses Vertes... e poi i Mau Mau, i Modena City Ramblers ... e poi certe cose di Capossela... e via andare fino ai giorni nostri dove è ormai comunemente accettata.
Ed io ?
Riprendere a suonarla mi piacerebbe, e fa parte di quei pensieri un po' roimantici che ogni tanto ritornano in testa, ma il tempo per fare tutto non c'è, e se lo vuoi fare bene dovresti dedicarci piu' di un'ora al giorno.
E' un altro segno del mio sfasamento con i tempi, e allora completo lo sfasamento dedicandomi all'ascolto di
"Un bandoneòòòn
con su resuello tristòòòn..."
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A grande richiesta (?!?), un altro pezzo reinterpretato da Enrique Ugarte, una Milonga,
PAYADORA

"Egregio collega, mi chieda, 'Se potesse essere un attore, chi vorrebbe essere?' "
"Se potesse essere un attore chi vorrebbe essere ?"
"Non Brad Pitt... Non Mel Gibson... Non Banderas... Figuriamoci Keanu Reeves..."
"E allora ?"
"La risposta è... Steve Martin ! (e so già che qualcuno temeva rispondessi Alvaro Vitali...) "
E allora, cari colleghi, vi propino un film che si è guadagnato "Un posto al sole" (sic!) fra i miei preferiti di tutti i tempi.
PENNIES FROM HEAVEN
E’ un musical, ambientato in USA in piena depressione anni 20-30. Il cast è composto da Steve Martin, Jessica Harper (quella di “Il fantasma del palcoscenico” e di “Suspiria” di Dario Argento), una deliziosa Bernadette Peters, che riesce a giocare fra innocenza/angelicità e peccaminosità, e pure il grande Christopher Walken si esibisce in un piccolo cammeo.
Cio’ che mi piace di questo film è il paradosso (ma guarda un po’, chi l’avrebbe detto…): le parole delle canzoni, rigorosamente anteguerra, sono sempre piu’ o meno birichine, ammiccanti, a volte mielose, ma comunque sempre spensierate.
Questo contrasta pesantemente con la trama, quanto piu’ squallida:
Arthur (Steve Martin) è un uomo che crede/vorrebbe che il mondo funzionasse come le canzoni, e non ha soldi per aprire un suo negozio di dischi. Per questo, fin dall’inizio del film, cerca di convincere
Ma di li’ a poco, Arthur resta “fulminato” dalla visione di Bernadette Peters in un negozio di musica (la canzone che sancisce il colpo di fulmine è “Have you ever seen a dream walking… well I did” = “Avete mai visto un sogno camminare ? Beh io l’ho appena visto”).
Lui la segue, rimedia l’indirizzo e la va a trovare: la Peters è una maestrina ritrosa che non ha mai visto un uomo prima di allora, e Arthur ne approfitta, e scompare per un po’.
Quando ritorna (dopo aver convinto la moglie a finanziare il suo negozio di dischi), la Peters è incinta, ed è stata licenziata dalla scuola per questo (una ragazza madre, per carità !): lui gli dice che la potrà aiutare ma non sposare e le lascia… un indirizzo falso.
La Peters va via di casa e si da’ alla prostituzione (va a cercare il protettore locale, che è Christopher Walken, che le canta “Let’s misbehave” = “Comportiamoci male”, con tanto di strip tease finale).
Ma il destino vuole che Martin e la Peters si rincontrino piu’ avanti, quando ormai, lei, “donna di vita”, è ben piu’ sveglia di lui. E scappano, abbandonando il negozio e la moglie di lui.
Ma Arthur nel frattempo viene ricercato per un delitto con stupro, di cui è innocente, ed i film si conclude con un’altra canzoncina…
Ma ho parlato fin troppo: ecco alcuni spezzoni:
Qui sotto, Arthur con il banchiere che gli rifiuta il prestito
Qui sotto, la Peters in classe che racconta la favola di Rapunzel, pensando al SUO principe azzurro (Steve Martin)
E qui sotto, la Peters in una bettola chiede soldi a Christopher Walken (per l’aborto) e lui gli propone la prostituzione e il “comportarsi male”.
Carmencita, mio amor ! ;-)
...che tornare alterati dia qualche problema"
"Ma io che ci posso fare
se i colori li vedo più vispi a quest'ora..."