Pensieri randagi al bancone, (r)umori e sapori, luci e ombre dell'anima. Se anche tu sei una persona poco raccomandabile, chiacchiera con me, ti offriro' un bicchiere di rosso, tu mi offrirai il prossimo, e diventeremo amici
Questo weekend ero bloccato a casa con l'influenza, e ho riscoperto le gioie dela TV, o meglio di quella a scrocco, visto che ero andato a trovare mia madre che ha SKY.
Dopo un pomeriggio di lobotomia cinematografica, la sera, nell' "angolo romantico" (sigh...) mi becco "I Favolosi Baker" con Jeff Bridges (che adoro) e Michelle Pfeiffer.
Avevo già visto questo film piu' di 10 anni fa, e lo avevo amato già allora, ma rivedere ora un film su questi due personaggi "randagi" è valso davvero la pena.
Straordinaria in particolare l'interpretazione della Pfeiffer, come attrice (in un intrigantissimo ruolo di "zoccola-angelo") ma soprattutto come cantante (canta veramente lei).
Insomma mi ha fatto venire i brividi, e non era per la febbre dell'influenza....
MICHELLE PFEIFFER
"Makin' whoopee"
"Fare whoopee"
[chissà che vorrà dire.... ;-) ]
Sì lo so che non è ancora Natale, ma come il Cappellaio Matto di Alice, che festeggia il Non-Compleanno, ("Perchè festeggiare un solo giorno all'anno quando possiamo festeggiare tutti gli altri giorni?"), vi faccio gli auguri di Non-Natale !

Due regalini, uno agli amici rockettari: "Merry Christmas Blues" dei Celibate Rifles, per evitare che il post sia troppo melenso...: > CLICCA QUI X ASCOLTARE<
E per gli amici di Bettole, un video di Tom Waits, qui sotto
La canzone, "Christmas card from a hooker in Minneapolis" (Cartolina di auguri natalizi da una prostituta di New Orleans) è la prima che ho veramente amato di TW. Il mio compagno di appartamento ascoltava compulsivamente "Fumbling with the blues" per via degli assoli di clarinetto (che lui suona), e "Blue Valentines". Io fui attratto subito da questo pezzo (all'epoca il resto della roba di TW mi annoiava), non so perchè, e poi poco importa...
Le parole sono belle. Chi capisce l'inglese, trova il testo QUI. Per gli altri, la traduzione
CARTOLINA DI NATALE DA UNA PROSTITUTA DI MINNEAPOLIS
Charlie sono incinta e vivo in 9th Street
proprio sopra quella squallida libreria di Euclid Avenue
ho smesso di drogarmi, continuo a bere whisky
il mio uomo suona il trombone, sta lavorando a un nuovo disco
Dice che mi ama, anche se il bambino non è il suo
dice che lo tirerà suo come farebbe con suo figlio
mi ha regalato un anello che portava sua madre
mi porta fuori a ballare ogni sabato sera
Hey Charlie penso a te ogni volta che incrocio una stazione di servizio
per via di tutto il grasso che ti mettevi nei capelli
ho ancora quel disco di Little Anthony and the Imperials
ma qualcuno mi ha rubato il giradischi e ora come faccio ad ascoltarlo ?
Charlie sono quasi impazzita quando beccarono Mario
ecco perchè tornai a Omaha per vivere con i miei
ma tutti coloro che conoscevo erano morti o in galera
e cosi' sono tornata a Minneapolis e mi sa che stavolta ci rimarrò...
Charlie sono felice per la prima volta dopo il mio incidente
e vorrei tanto avere tutti i soldi che ci sputtanavamo in droga
mi comprerei un negozio di auto usate e non ne venderei neanche una
ma mi divertirei a guidarne ogni giorno una diversa, a seconda del mio umore
Hey Charlie, per l'amor di dio, la vuoi sapere la verità ?
non ho un marito e non suona il trombone
e devo farmi prestare soldi per pagare questo avvocato, e, sai, Charlie...
sarò libera per buona condotta il giorno di San Valentino....

L'autunno è qui e si fa sentire prima e dopo la lezione di Tango, quando ormai il sole ne è andato a letto...
All'uscita dal corso cammino lentamente, e mi soffermo a guardare via Castiglione, un angolo della Bologna antica, giro la testa verso Porta Castiglione e vedo uno scorcio della Bologna nuova, un negozio di alimentari pakistano aperto alle 22.30: lattina di birra da 0.5 cl e salgo in macchina, direzione Le Scuderie, in Piazza Verdi oggi è Milonga.
La selezione del CD (uno dei tanti cd da auto che mi son fatto) è impietosa: Art Blakey, Chet Baker, e Bessie Smith mi accompagnano sui viali di Bologna, mentre mi scende (o mi sale ?) il blues.
Arrivo, e mentre parcheggio parte il "Samba em preludio" di Fafà de Belem e Sergio Endrigo. Non scendo dalla macchina, apro la lattina di birra e mi appoggio allo schienale.
E guardo lo specchietto retrovisore, e ci leggo il passato, i volti, gli incontri. I fari delle macchine passano scorrono e si dileguano. Come certe persone, forse.
Avrei voglia di fermare qualcuna di quelle auto, ma continuo a sorseggiare la birra.
Non sono ubriaco, forse dopo, sono ebbro di sensazioni, mentre la canzone continua impietosa a scoperchiare emozioni, e io masochista, me la riascolto...
Bisogna sdrammatizzare, e cosi' mi dirigo a piedi, verso una serata in cui anestetizzero' tutto in ballo e alcol, canticchiando un' altra samba , facendo finta di niente, uh je-je, uh je-je
Forse è questa la Saudade ?
...che tornare alterati dia qualche problema"
"Ma io che ci posso fare
se i colori li vedo più vispi a quest'ora..."
Sono tanti i personaggi che andrebbero/verranno celebrati in una Bettola Virtuale come questa...
Oggi mi va di ricordare un personaggio strampalato come Jannacci, che nel corso della sua carriera è sembrato sempre un po' fuori posto, fuori tempo, scomodo per un motivo o per un altro.

Le sue ultime apparizioni pubbliche lasciano sempre un po' perplessi , biascica, non si capisce cosa dice, le sue battute spesso lasciano interdetti...
Eppure... eppure Jannacci ha dato tanto a chi ha voluto fare la fatica di conoscerlo al di là dei pezzi piu' famosi. Ed è lui che ha contribuito alla popolarità di Paolo Conte, proponendo insistentemente canzoni scritte da Conte fino a quando il buon Paolo fu spinto a coinvolgersi seriamente nell'interpretazione di sè stesso.
Ci sarebbero tante belle canzoni, divertenti e meno da proporre. Oggi mi va di riascoltare "Il Bonzo", che è di un' attualità abbastanza agghiacciante, nonostante fosse stata scritta nel 1975.
Da notare che è quasi impossibile trovare in rete il testo completo...
Censura strisciante o meno ?
"On y soit qui mal y pense"...
IL BONZO
Enzo Jannacci